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Foglio n°2 – No al circo con gli animali! [PDF]

Dal 20 dicembre è tornato nuovamente in città il circo con gli animali. Grazie al sindaco di Lucca Alessandro Tambellini, che rimangiandosi la già risicata moratoria di due anni fa – allora furono soltanto motivi igienico-sanitari e incompatibilità con la vicina area dei banchi alimentari – quest’anno invita al piazzale Don Baroni uno dei più grandi e meschini zoo viaggianti d’Europa, guidato dalla famiglia Dell’Acqua. Oltre alle sorelle Dell’Acqua, ben note vampire ultracentenarie, svettano lo spaventapasseri Elder “Clown Ridolini” Dell’Acqua e il mangiacasalinghe Denny Montico, sedicente ausiliare di polizia giudiziaria e responsabile del “benessere” animale. File interminabili di tir, gabbie ed animali imprigionati, nella loro rabbiosa miseria, messi a far da cornice sanguinolenta per più di due settimane allo squallore già ben assestato del consumismo vacanziero.
Come se non bastasse, a rantolare catarri in favore di
questi torturatori non poteva mancare il numero uno dei rincoglioniti, Aldo Glandi, giornalaio parafascista e locale scemo del villaggio, al quale dedichiamo questo piccolo vademecum, nell’inesprimibile speranza che a lui e a tutti gli altri signori menzionati possa ritornare un giorno una briciola dell’odio e della sofferenza che viene impressa a forza ogni giorno sugli animali del circo.

Numero 2, aperiodico. 31 dicembre 2019
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[Notizie dal Palazzo n°2:
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Arte libera di uno spirito libero

Bruno Filippi è di pochi.
È di coloro che sono soli e che vogliono rimanere soli.
Di coloro che non santificano nessuno perché sanno essere anarchici anche senza la Fede.
Bruno Filippi è di noi individualisti.
G. Feroci

 
  Falange di tisici cronici più moralmente che fisicamente, microcefali, zoppi, gobbi, ciechi, visi orrendi scolpiti dal vizio, dalla sifilide, dall’alcool.
  Bocche sdentate, gialle, bavose, a che vomitate contro me orrendi improperi?
  Tutto l’odio che vi gorgoglia nella strozza, che vi fa colare due rivoletti di bava agli angoli della bocca, non mi smuove dalla mia indifferenza.
  Scuotete pur i pugni avvezzi a rivoltar letame! E voi donne insultatemi pure, voi nel cui grembo si perpetua il dolore umano. Siete tutti vili, vili! Esseri spregevoli, degni della frusta! Rettili striscianti in cerca di uno sporco tozzo di pane, cani che leccate la mano di chi vi batte! Ed è per voi, proprio per voi che dovrei insorgere?
  Per voi, per i vostri figli e le vostre madri?
  Carogne imputridite nella rassegnazione, mummie tarlate di una società in decadenza, voi vi ingannate. Io non darò la più piccola goccia di sangue per la vostra causa, non sacrificherò neanche una sigaretta per voi.
  Continuate nella vostra discesa nel fango. Man mano che voi scenderete, io salirò. Io godrò nel vedere la degenerazione che si fa strada entro voi, godo, godo…
  Giorno per giorno la fronte vi diviene sfuggente, la bocca patibolare. Giorno per giorno le stimmate della putrefazione avanzata si scorgono sotto la pelle giallastra.
  E io rido, rido!…
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NON TUTTO È PERDUTO, È NATO UNO SPAZIO LIBERATO!

ACCORRETE A NOZZANO, VIA DELLA BORDOGNA 826, C’È UN NUOVO SPAZIO LIBERATO IN CITTÀ!

NON TUTTO È PERDUTO, È NATO UNO SPAZIO LIBERATO!

  Intorno a noi, tutto precipita: la civiltà del terzo millennio avanza senza tregua, a colpi di bilancio, progresso e innovazione, verso nuovi orizzonti di annichilimento dell’essere umano. Nuove frontiere di sfruttamento e depressione accompagnano la progressiva trasformazione dell’uomo in macchina, derubandoci tutti del nostro tempo, del nostro entusiasmo e della nostra vitalità.
  Su altre frontiere, quelle dei nuovi muri e del solito vecchio filo spinato, i potenti di tutto il mondo spianano schiere di militari armati fino ai denti per giocare alla roulette russa con le frustrazioni della gente, disseminando odio e guerra tra poveri, aizzando gli uni contro gli altri fino all’esplicito sdoganamento di ogni discriminazione; fino alla fascistizzazione di massa e su larga scala di intere popolazioni, peraltro già abituate a metabolizzare con sempre più facilità la progressiva integrazione allo stile di vita quotidiano di sistemi di controllo, sorveglianza e repressione di ultima generazione, a cui in molti ormai fanno riferimento con il fanatismo tipico di chi è abituato a rendersi giorno dopo giorno il poliziotto di se stesso.

  Lucca rappresenta per noi un esempio lampante di quest’ossessione: una città malata, costruita nell’ombra bigotta del suo stesso dormitorio, in cui soltanto volanti e telecamere accompagnano il tifo di qualche bottegaio per l’affondamento d’un barcone nel Mediterraneo. Una città drogata dal denaro e dall’ipocrisia, dove quattro chilometri di mura sono più che sufficienti per chiudere il cerchio intorno agli interessi economici delle famiglie di feudatari al potere e alla megalomania della Lucca bene, coi suoi maxi eventi tipici della spettacolarizzazione da cartolina lasciata in mano ai turisti. Dietro al palcoscenico, bigottismo, mediocrità, razzismo e repressione si spartiscono il compito di logorare lentamente tutto il resto.
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SMETTI DI VOTARE – VIVI PER I TUOI CARI

  Come in ogni horror che si rispetti, nel silenzio gelido della domenica crepuscolare non potrebbe certo mancare la grande suspence prima della tempesta.
  Schiere di codici fiscali che si dispongono ordinatamente in fila aspettando il proprio turno per pagare il biglietto e godersi i popcorn in attesa che si svelino le fattezze del mostro finale. Tante piccole formichine che come comparse volenterose di partecipare al gioco democratico, tra una chiacchiera e l’altra al bar, se ne vanno in cerca di una particina da ritagliarsi nel copione della messinscena elettorale.
  E tanta è l’emozione dei bravi elettori, affascinati dai colori accesi e dal carosello delle belle facce rassicuranti, che non dà più nemmeno troppo fastidio ricominciare già dal primo lunedì a farsi schiavizzare sul posto di lavoro, a vivere nella miseria e nell’abbandono della ripetitività, affannati a produrre sempre di più per arricchire le tasche di qualcun altro, costantemente soffocati dal controllo della Legge e dell’Autorità.
  In cambio di questa frustrazione, però, ogni volta la garanzia di rimanere con la coscienza pulita: il proprio dovere si è fatto, nel tempo preciso di una X su un foglio di carta, e da lì in avanti le colpe sono sempre degli altri. Se si mettesse male qualcosa, basterà mozzare qualche testa, prendersela con qualcuno di più debole, qualcuno di più povero, di più sfruttato, in attesa che un nuovo santone con il bastone insanguinato e la carota in mano torni a strizzarci l’occhio e accarezzare la castità di ogni nostra inviolabile innocenza; e la giostra potrà ricominciare da capo, lasciando in bocca al bravo elettore una nuova colpevole illusione, una nuova stupida arroganza, mentre intorno a lui tutto continua a schiacciarlo, giorno dopo giorno.

  Andare a votare significa legittimare la macchina dello sfruttamento e rendersi complici del proprio massacro.
  Abbandona il film, distruggi i mostri.

SMETTI DI VOTARE –
VIVI PER I TUOI CARI

Lina Bambo e i ragazzi del Palazzo.
Cercaci nella città.